mercoledì, 30 settembre 2009
alle settembre 30, 2009 19:57 DrAkA ha punto
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mercoledì, 09 settembre 2009
alle settembre 09, 2009 18:21 DrAkA ha punto
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alle settembre 09, 2009 17:29 DrAkA ha punto
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alle settembre 09, 2009 17:09 DrAkA ha punto
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alle settembre 09, 2009 17:03 DrAkA ha punto
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mercoledì, 24 giugno 2009
alle giugno 24, 2009 00:08 DrAkA ha punto
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Pezzi di una vita non più mia…
Caro blog..ormai sono pochi i lettori “affezionati” che prima entravano qui giorno dopo giorno..ma devo ammettere che è colpa mia..
Io sono qui.. davanti questo schermo a lasciare scolpite le sensazioni che la catastrofe che ha colpito la mia regione e città mi ha dato..
Come tutti sanno, ormai non si parla di altro e parlo anche io del terremoto, quello che ha colpito l’abruzzo mia terra natia e la mia città, l’aquila dove mi sono “formata” quattro anni e il mio percorso non era ancora finito..
Ormai non serve dire il giorno, l’ora, il momento della scossa penso che la gente che legge lo sappia meglio di me quello che è accaduto, quella notte, quella del 6 aprile 2009.. domenica delle palme… quella domenica che non mi ha trovato a l’aquila per fortuna mentre l’anno prima eravamo lì, a vivere quella domenica con A. P. S. tutte insieme… quest’anno io mancavo forse perché in me già c’era stato quel terremoto che mi ha portato a staccarmi da tutto e tutti, dalla mia vita possiamo dire..
Ricordo tutti i momenti, belli e brutti passati in quella città, in quella casa e con quelle persone, ricordo le sclerale, le incazzature, le lezioni saltate e le mega ubriacate.. le nottate passate a soccorrere A. ormai ubriaca che non ce la faceva a fare niente, solo a dire poche parole…
Credo che però la cosa che non dimenticherò mai, oltre alla città ma ne parlerò dopo, sarà quel 30 marzo quando dopo mesi di scosse ne fece una più forte e tutte, impaurite, ci guardammo chiedendoci cosa dovessimo fare.. appena finì, a mente lucida uscimmo e restammo fuori tutta la sera fino alle 8 quando dopo scosse non avvertite, decidemmo di rientrare in casa.. ma fu subito terrore.. a distanza di 15 minuti sentimmo due scosse di “lieve entità” e decidemmo di nuovo di uscire.. penso che quella sia stata una delle poche volte che ho visto l’aquila con occhi diversi…
Trovammo tutti, amici, compagni di corso, concittadini in piazza duomo.. tutta gente che spaventata era scappata dalle case… e nel centro della piazza ironizzammo dicendo “ci voleva il terremoto per vedere tutta questa gente a piazza duomo.. allora deve farlo più spesso  ma non dicevamo sul serio, sono quelle battute che si fanno per sdrammatizzare e invece c’è voluto davvero il terremoto per vedere quanta gente sarebbe morta sotto le macerie, quanti poveri universitari, bambini e persone anziane siano rimaste sotto quelle case tanto amate..
Le foto di quella sera sono ancora sulla mia macchinetta e credo che quando il mio umore tornerà “stabile” (anche se difficile) saranno la prima cosa che i miei occhi torneranno a vedere dopo tutte le macerie… per fortuna poi la mia esperienza è finita lì, io sono tornata nella mia pescara ma il pensiero che le mie compagne di casa erano lì era sempre più pressante.. fino a che poi arrivò la fatidica scossa, quella che distrusse tutto, case, università e vita di molte persone… appena ho saputo che l’epicentro era a l’aquila e dintorni il mio cellulare è impazzito nel tentativo di rintracciare le altre quando poi ho sentito la loro voce che mi tranquillizzava sono tornata tranquilla ma quella notte non ho chiuso occhio, sono stata fissa, davanti la tv a cambiare canale da rete 8 a rai 3 fino a che non si sono avute poche immagini, irriconoscibili per il buio, le macerie e la polvere… quando poi si sono avute le prime notizie il mio cuore ad ogni morto perdeva un pezzo.. quando si è sentito il nome “casa dello studente” lì ho ringraziato perché la mia coinquilina non ci fosse più… ma il pensiero di tutti i compagni che erano su era sempre più forte.. con le prime luci del giorno ho cercato di contattare tutti i possibili e per fortuna ho avuto buone notizie a parte purtroppo qualcuno che non c’è più (:’*)…
Il giorno stesso la televisione non ha mai smesso di urlare morte e distruzione e i miei occhi erano sempre incollati su quelle immagini, su quella città che anche tanto odiata in fondo in fondo amavo e che mi aveva seguito in un cammino..
Forse l’unica mia fortuna è stata avere accanto il mio amore che mi ha tirato fuori da quella casa, da quella tv ma non appena mettevo piede a casa la tv era di nuovo accesa per controllare il numero dei morti, dei feriti e delle persone sfollate… il mio telefono poi era impazzito, ho avuto chiamate da tutti, persone che un altro po’ non ricordavo nemmeno di avere nella rubrica… era come vivere in un film.. vivere in una catastrofe naturale che tu guardavi dall’esterno e non si sa per quale ragione tu non eri lì.. non mi sembrava vero, non mi sembrava la mia città…
Penso però che i giorni più duri siano stati quelli successivi quando era talmente grande la paura da non lasciarmi dormire da sola e ogni volta che metto piede in un maledetto letto o su una poltrona tremo, come una bimba impaurita o infreddolita come una bimba che ha paura che il suo sogno di vita venga portato via… per fortuna, sta passando anche questo o forse sto cercando di farlo passare.. una cosa che devo ammettere è che per il grande vuoto non sono riuscita a versare lacrime, forse l’unica che mi è uscita è stata tra le braccia di Vito ieri sotto quella che era la mia casa a L’Aquila.. si, ieri sono tornata in quel posto, su quella strada, sotto quella salita che ogni lunedì mattina facevo con valigie, borsoni, borse e computer e quando arrivavo su non avevo nemmeno la forza di salutare la vicina di casa.. passare per quei posti e ogni muro che vedevo crollato era un “qui c’era questo” “oddio qua.. una casa finita di costruire due anni fa”.. quei posti che mi hanno segnato, insegnato e aiutato… quei posti in cui la riflessione era il mio maggior cibo e lo studio, beh quello di, tante volte era dimenticato… non ho visto niente ieri, mi è bastata la mia casa, la mia stanza con due crepe infinite, mi sono bastate le cose che sono riuscita a prendere e quella fatina, regalo di matteo che non c’è più, è ancora su quel pavimento insieme ai cocci di una bottiglia di vetro.. quella fatina nera che aveva in mano una sfera che per fortuna si è salvata… ma è ancora lì con le sue ali spezzate, distrutte… per non parlare di tantissime altre cose che adesso, sinceramente non so nemmeno…i bagnoschiumi e gli asciugamani ancora al bagno, i letti delle due sorelline ancora fatti con i panni a terra… il letto di M. che per la paura ha dormito con F. lasciando il suo in perfetto stato…ieri sono andata lì, in quella casa dove erano chiusi i sogni di un’universitaria, in quella casa che dopo 4 anni non rivedrò più se non nella mia memoria..
Ma la cosa che non ancora credo possibile sono tutte quelle grandi opere d’arte che l’aquila aveva.. l’ho sempre amata per quello era una città che aveva tutto quello che la storia dell’arte poteva desiderare e aveva tutto nei posti più nascosti… nei vicoli più inventati trovavi archi chiese sconsacrate o case che nemmeno lei sapeva di possedere.. non c’è più niente.. non sono voluta andare nel centro (anche perché non si può) perché credo che lì sarei rimasta anche io, la mia anima sarebbe sparita tra quelle macerie che un tempo era la mia città..
Abbiamo promesso, sotto la mia casa che ci tornerò appena tutto questo sarà finito perché devo andare a riprendere la mia vita, quella vita che è stata spazzata via da 20 secondi di catastrofe… ho promesso che ci ritornerò perché quella città è sempre stata nel mio cuore e perché l’ho vissuta con il mio amore e sarà lui a riportarmi lì ancora una volta perché voglio che lui sia al mio fianco quando avrò bisogno di una spalla su cui poggiarmi, una mano da stringere mentre i ricordi passeranno veloci nella mia mente e davanti i miei occhi…
Ho promesso che ci tornerò perché quella città nonostante “morta” per noi studenti non deve morire nel cuore di chi l’ha amata davvero e non deve morire per tutta quella gente che in quella città, propria o adottiva ci ha lasciato la vita… ho promesso e lo prometto di nuovo che quella città non smetterà mai di essere nel mio cuore..
Arrivederci L’Aquila… a presto..
lunedì, 20 aprile 2009
alle aprile 20, 2009 18:14 DrAkA ha punto
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venerdì, 30 gennaio 2009
alle gennaio 30, 2009 13:22 DrAkA ha punto
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mercoledì, 17 dicembre 2008
alle dicembre 17, 2008 22:43 DrAkA ha punto
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